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Ho costruito un selezionatore AI per scegliere le foto migliori da PhotoPrism

Tornare da un viaggio significa quasi sempre ritrovarsi con una quantità ingestibile di foto. Nel caso di Lisbona, il problema non era tanto archiviare gli scatti, quanto riuscire a estrarne una ventina davvero condivisibile: belle, sì, ma anche varie e capaci di raccontare l’esperienza nel suo insieme. PhotoPrism offriva già un’ottima base grazie a geolocalizzazione, riconoscimento facciale, label e strumenti di organizzazione, ma non aveva ancora un modo per comporre automaticamente un album con “le foto più belle” e soprattutto con sufficiente varietà.

Da qui è nata l’idea di un selezionatore AI: una piccola applicazione Java che usa PhotoPrism per recuperare le miniature delle immagini e Ollama per far lavorare due modelli AI, uno multimodale per assegnare un punteggio estetico e produrre una descrizione oggettiva, e un secondo modello testuale per raggruppare semanticamente le foto e selezionarle con più equilibrio.

Il problema vero non era la qualità

Il primo prototipo faceva una cosa molto semplice: prendere le foto da PhotoPrism, inviarle a un modello multimodale su Ollama e chiedere un voto estetico da 1 a 100 insieme a una breve descrizione. Sulla carta sembrava sufficiente, ma in pratica produceva una selezione monotona: immagini molto belle singolarmente, ma spesso troppo simili tra loro.

Era il classico caso in cui un ranking puro ottimizza la qualità locale ma non la copertura narrativa. Se cinque foto dello stesso scorcio o dello stesso momento ricevono voti alti, un algoritmo ingenuo tende a sceglierle tutte. Per costruire un album da condividere, invece, non basta premiare le immagini migliori: bisogna anche evitare la ripetizione.

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PhotoPrism – Parte 2

Qualche aggiornamento di medio periodo. PhotoPrism di per se va bene, ma ha esposto un problema latente nel mio Raspberry PI, ovvero che i dischi dati erano formattati in NTFS. E che il supporto in scrittura di NTFS su linux fa abbastanza schifo. Nel senso che finché leggi va bene. Se fai “poche” scritture forse te la cavi, ma lo usi per appoggiarci un database e i millemila file che genera PhotoPrism il file system degradata molto rapidamente.

Tempo due giorni il file del database era corrotto. Sgancio il disco USB, lo attacco a un PC Windows e trovo una infinita di errori, più o meno aggiustati tutti ma ho seriamente rischiato di perdere due terabyte di dati personali. Foto, video etc…

Nel nuovo assetto i due dischi gemelli del Raspberry sono ora un in ExFAT e uno EXT4. Per ora non danno problemi.

PhotoPrism

Continuo la serie di segnalazioni di software con PhotoPrism. La ricerca di un software migliore per gestire il mio personale archivio di foto e’ nata dalla consapevolezza delle capacita’ dell’ AI di categorizzare le foto dopo un meetup di Codemotion.

Con tutte le evoluzioni avvenute negli ultimi 20 anni e’ davvero riduttivo avere un archivio di foto il cui unico indice e’ la data in cui la foto e’ stata scattata.

PhotoPrism, in modo assolutamente semplice permette di aggiungere il luogo (dati EXIF), la persona nella foto e alcuni tag basati sul contenuto delle foto.

La categorizzazione AI delle foto incide sugli ultimi due aspetti, riconoscimento dei volti, e riconoscimento delle situazioni e dei contenuti delle foto.

Il primo e’ ragionevolmente efficace, il secondo qualche spazio di miglioramento sicuramente ce lo ha ma già da un buon contributo.

L’istanza che ho messo in piedi gira sul Raspberry Pi 5, insieme a molte altre cose tra cui anche il recentemente citato Jellyfin, e si e’ scansionato 32000 foto e 1000 video in meno di 24 ore utilizzando solo la potenza di calcolo del Raspberry, senza utilizzare servizi esterni a supporto ma solo il modello locale di AI installato con PhotoPrism. Unica accortezza: dargli un po’ swap su disco (2-4 giga), essendo il mio con solo 4 giga di ram. Nei modelli con 8 giga si può evitare.

Qualche riferimento:

P.S.: Come ho scoperto PhotoPrism? Ho chiesto a Gemma.

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