Hacking YI Dome / YI Home Ip camera – 4° Puntata

Diversamente da quanto detto nella puntata precedente mi sono concentrato sul verificare l’algoritmo di codifica della password, realizzando un programmino allo scopo:

package net.b0sh.yiCameraClient.test;

import javax.crypto.Mac;
import javax.crypto.spec.SecretKeySpec;
import java.security.InvalidKeyException;
import java.security.MessageDigest;
import java.security.NoSuchAlgorithmException;
import java.util.Base64;

public class EncryptionTest {

    public static void main(String[] params) {

        String toBoFound = "OMESSO";
        String cleanPassword = "OMESSO";
        byte[] secret = "secret".getBytes();

        if (digest(cleanPassword, "SHA-256").equals(toBoFound)) {
            System.out.println("success");
        }
        if (digest(cleanPassword, "SHA-1").equals(toBoFound)) {
            System.out.println("success");
        }
        if (digest(cleanPassword, "MD5").equals(toBoFound)) {
            System.out.println("success");
        }
        if (hmac(cleanPassword,"HmacSHA256",secret).equals(toBoFound)) {
            System.out.println("success");
        }
    }

    private static String digest(String password, String alg) {
        try {
            MessageDigest md = MessageDigest.getInstance(alg);
            byte[] bytes = md.digest(password.getBytes());

            System.out.println(alg + " Bytes " + new String(bytes));

            System.out.println(alg + " Base64 " + new String(Base64.getEncoder().encode(bytes)));

            return new String(Base64.getEncoder().encode(bytes));

        } catch (NoSuchAlgorithmException e) {
            System.out.println("NoSuchAlgorithmException");
            return "";
        }
    }

    private static String hmac(String password, String alg, byte[] secret) {

        try {
            SecretKeySpec keySpec = new SecretKeySpec(secret, alg);
            Mac mac = Mac.getInstance(alg);
            mac.init(keySpec);
            mac.update(password.getBytes());

            byte[] bytes = mac.doFinal();


            System.out.println(alg + " Bytes " + new String(bytes));

            System.out.println(alg + " Base64 " + new String(Base64.getEncoder().encode(bytes)));

            return new String(Base64.getEncoder().encode(bytes));

        } catch (NoSuchAlgorithmException e) {
            return "";
        } catch (InvalidKeyException i) {
            return "";
        }

    }

}

Avendo definitiva conferma che l’algoritmo utilizzato è HMAC SHA256, quindi un hash “salato” con un segreto. Il problema quindi resta individuare il segreto. HashCat pare supportare il bruteforce del sale dell’HmacSHA256. Qualcuno ha qualche PetaFLOP da prestarmi?

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Hacking YI Dome / YI Home Ip camera – Seconda puntata

Per intercettare e decodificare al volo il traffico HTTPS servono una serie di strumenti un pò più border-line per realizzare quello che si chiama attacco Man In The Middle, ovvero il più grosso buco nel sistema che dovrebbe farvi sentire sicuri su internet. Il problema è noto da anni, si è fatto molto per mitigarlo, ma avendo accesso da amministratore al computer della vittima (che in questo caso è me stesso) è ancora possibile decifrare tutto in tempo reale.

Il principio di base è che una comunicazione cifrata dal client A al server B non è comprensibile da nessun altro al di fuori di A e B, ma se inseriamo l’attaccante M e al client A facciamo credere che M sia il server e al server B facciamo credere che M sia il client il canale sicuro si interrompe e M è in grado di leggere in chiaro sia le interrogazioni di A che le risposte di B.

MITMProxy svolge il ruolo di M alla perfezione, ma è un proxy con un certificato crittografico selfsigned, che quindi l’applicazione che dobbiamo analizzare dovrebbe usare di sua spontanea volontà e permettere di ignorare l’evidente problema del certificato selfsigned. Ovviamente non è cosi (oggi, nel 2019, qualche anno fà c’era molta meno attenzione).

Per quest’ultimo problema c’è nella documentazione del progetto la strategia di risoluzione. In buona sostanza bisogna installare nel truststore del computer il certificato finto ponendolo alla stesso livello di affidabilità di una certification authority nota. L’operatività cambia per browser e sistema operativo ma è tutto spiegato sul sito.

Poi per “costringere” l’applicazione ad usare il proxy, ora ritenuto affidabile, bisogna trasformalo in un transparent-proxy, cosa abbastanza facile in sistemi linux, ma non prevista su windows. Si risolve con Proxifier che permette di scegliere quale traffico debba passare attraverso il proxy e quale no.

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Hacking YI Dome / YI Home Ip camera – Prima puntata

Premessa: YI, spinoff di XIAOMI, fa delle belle telecamere IP, le vende ad un prezzo accettabile e le app sono (erano?) meglio di molte cinesate più anonime.

Il problema è che è un sistema chiuso. Per salvare i filmati in un posto diverso dalla microsd bisogna usare il cloud loro, non è prevista nessuna connettività a sistemi esterni non loro.

Mi sono detto… che problema c’è… l’applicazione di controllo userà una manciata di API rest, le studio, ci faccio un piccolo client e ci faccio quello che voglio.

Per prima cosa ho verificato la cosa facesse l’applicazione, usando Wireshark. E’ stato facile identificare il principale candidato per una analisi più approfondita: l’host api.eu.xiaoyi.com riceve un pò di chiamate https.

Solo che intercettare e decodificare il traffico httpS non è propriamente banale. La S starebbe li ad indicare che non potresti farlo.

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Cosa accade in un minuto

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Velocizzare un video con strumenti free

Volevo pubblicare un video su youtube che fosse la velocizzazione di uno acquisto dalla dashcam, portandolo dalla durata di 9 minuti a 1 minuto e 30 secondi.

Gli strumenti utilizzati sono AVIDEMUX e AUDACITY.

Per velocizzare la traccia video bisogna impostare un output del video in formato a scelta, a questo punto sarà possibile impostare i filtri. Il primo filtro ( Change FPS ) velocizza il video aumentando i frame per secondo, mentre il secondo ricampiona il video all’FPS desiderato. Cosi le impostazione mostrate si ottiene un video velocizzato 6 volte ( 30×6 -> 180fps ) ma che mantiene in output i 30 fps

AVIDEMUX non offre molti filtri per l’audio. Diciamo quasi nessuno. Per cui meglio esportare la traccia audio (Audio -> Salva traccia) e rielaborarla con AUDACITY. Con l’effetto “Cambia tempo e intonazione” è possibile velocizzare l’audio come è stato fatto precedentemente con il video e salvare il risultato.

Ottenuta la traccia audio coerente con il video si può effettuare una sostituzione in AVIDEMUX sostituendo appunto l’audio originale con quello velocizzato ottenuto precedentemente (AUDIO -> Seleziona traccia audio ) e salvare il risultato.

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Sostituzione ammortizzatori bagagliaio BMW Z4

Gli ammortizzatori del bagaglio sono un componente soggetto ad usura, dopo un pò di anni perdono la pressione del gas interno e non fanno più il loro lavoro con la conseguenza che il bagaglio della macchina tende a cadere sulla testa dello sfortunato proprietario.

Il procedimento di sostituzione è simile per tutte le auto, ma foto, link e codici sono specifici per la BMW Z4.

Per prima cosa procurarsi il pezzo sostitutivo. Usare uno shop online, se sapete il codice del pezzo, è il modo migliore per risparmiare anche il 70%. Il codice del pezzo (part number) per tutte le Z4 sia E85 (roadster) che E86 (coupè) è 51247016186. Ad oggi è ancora disponibile su Amazon il pezzo che ho comprato io https://www.amazon.it/gp/product/B07H7FZ9YX/

Entrati in possesso del pezzo di ricambio è utile avere la collaborazione di qualcuno che tenga sollevato il bagagliaio.

Particolare dell’aggancio del pezzo da sostituire

L’aggancio in alto e in basso è realizzato con una clip metallica, e si sgancia inserendo sotto un cacciavite a taglio in modo che la clip metallica resti sollevata rispetto alla testa dell’ammortizzatore. Questo procedimento va fatto sia per sganciare i vecchi ammortizzatori, sia per agganciare i nuovi.

Tolto il cacciavite la clip torna al suo posto e l’aggancio è fissato.

Nuovo pezzo installato

Tutto fatto !

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Riassunto sportivo di fine anno

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Let’s Encrypt!

Ora questo sito è disponibile in HTTPS tramite certificati emessi da Let’s Encrypt.

E con CerBOT è davvero facilissimo. Avrei dovuto farlo prima.

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Install Oracle 11G Release 2 (11.2) on Centos Linux 7

This article presents how to install Oracle 11G on Centos Linux 7. Read following article how to install Centos Linux 7: Install Centos Linux 7 (for comfort set 2G memory for your virtual machine b…

Sorgente: Install Oracle 11G Release 2 (11.2) on Centos Linux 7

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