Google DNS

Google mette a disposizione dei server DNS pubblici in sostituzione di quelli dei provider. Bello ? Ma anche no.

Il protocollo DNS è nato per essere distribuito e decentralizzato (o Cloud se vogliamo usare una buzzword del momento) e molto difficile da mandare completamente fuori servizio. Accentrare questo compito verso un numero ridotto di provider equivale ad avere un servizio meno efficente e più esposto a problemi (o perlomeno un problema impatta su un numero elevatissimo di utenti).

Inoltre usando i DNS di google permettete al grande fratello della rete di sapere non solo che siti visitate ma anche quali altri server contatate per servizi non strettamente web utilizzate in rete (Chat, P2P, Posta, Ftp…).

Già non bastava google analytics, recentemente dichiarato illegale in germania, e google adsense a tracciare i comportamenti dei navigatori a loro insaputa, ora anche questa trovata del DNS…

Di mio ho un bel “untrusted”:”google-analytics.com http://google-analytics.com https://google-analytics.com” su noscript e lo consiglio vivamente a tutti. Sia l’estensione di firefox, sia di configurare il blocco per il sistema di statistiche di google. Proprio perche analytics l’ho usato e studiato parecchio a fondo.

Quanto ai DNS, se proprio quelli del vostro provider fanno pena potete usare openDNS, che dichiara di anonimizzare i log entro 2 giorni e che cmq se non incrociati con altri dati come ad esempio in account gmail non è che servano a molto, o ancora SrubIt o DNSAdvantage.

jOra

jOra è un plugin per Eclipse che svolge un compito molto simile a Toad o Pl/Sql Developer. Permette in buona sostanza di naviagare in piu database, modificare i dati, creare procedure, function o package Pl/Sql, creare e modificare tabelle e quant’altro.

Ha l’autocompletamento del codice e dell’sql come Pl/Sql Developer (un pochettino meno avanzato ma son dettagli), permette di usare più connessioni contemporaneamente come Toad, insomma un buon software. Come vantaggio rispetto ai due programmi citati è multi-piattaforma (essendo in java), non ha bisogno di avere una installazione di Oracle Client in locale con tns names configurati, basta il driver JDBC e una stringa di connessione valida e in più è freeware.

Un sogno ? Purtroppo no, perchè ha lo spiacevole inconveniente di mangiare memoria ad una velocità impressionante. Tipo 500 mega spariscono dopo aver aperto (e chiuso) un decina di tabelle.

Spero comunque che risolvano il problema di memory leaking presto, perchè le potenzialità per surclassare tools ben più noti ci sono.

Google wave

Un immagine su tutto :

google_wave

Si ho un account su google wave, grazie a bluxis.

No non ho inviti da girarvi a mia volta.

No, non ho ancora trovato un utilizzo pratico in cui wave sia meglio di altri tools. Fa tante cose, in teoria, ma peggio dello strumento specifico. E poi a volte non va.

State organizzando un meeting e volete sapere gli impegni degli altri ? Outlook (se lo usano tutti) o Doodle (per una maggiore flessibilita)

Dovete chattare e condividere file in tempo reale ? Skype, con i suoi mille plugin, è lo strumento migliore.

Volete condividere molti file tra i vostri pc e anche con il pubblico con la stessa semplicita di copiare una cartella da una parte all’altra del disco ? Vi consiglio Dropbox, ve ne innamorerete.

Foto via frkncngz

BikeMi

bikemiMartedi mattina ho comprato una settimana di abbonamento a BikeMi, il celebre servizio di bike sharing milanese, alla modica cifra di 6€. Poco meno di uno pseudo-settimanale 6×2 ma con il vantaggio di poter utilizzare la bici quante volte vuoi.

Il servizio si basa sulla presa della bicicletta in un posto e sulla riconsegna in un altro, trattenendo il mezzo a 2 ruote per massimo 30 minuti. Se lo si tiene di più si pagano delle sanzioni più alte maggiore è il tempo eccedente la mezz’ora.

Le biciclette sono in ottimo stato,  sempre presenti nelle rastrelliere, e dotate dei confort base. Tre marce, luci a led, sella regolabile, portaoggetti anteriore e freni ridicoli. Per l’ultimo particolare basta non mettersi a correre come dei pazzi e il problema non esiste.

Esperienza positiva insomma, anche se il tratto in cui le ho usate è un pò lungo, da Piazza Repubblica a Corso di Porta Romana … circa 20 minuti pedalando in modo allegro. Ma se il vostro spostamento è più breve, diciamo circa 3-4 fermate della metrò, in centro (area ecopass per intenderci) la bici è davvero un ottima alternativa alla metro.  E su base annuale anche molto più economica.

Foto matteoartizzu via flickr

Potere geek !

“The Unified Geek Theory: At present, the President of the United States, the wealthiest person in the United States, and the most trusted newscaster in the United States are all geeks. At the same time, movies based on comic book characters are routinely taking in hundreds of millions of dollars. The only reasonable conclusion is: We’ve won!”

Wired

YEAH!

Ma … un attimo … il primo ministro italiano non è geek, ne il presidente della repubblica, ne il leader dell’opposizione, ne nessun giornalista che mi ricordi. Anzi faccio fatica a pensare ad un personaggio italiano minimamente famoso che sia geek. Ecco forse Grillo è un pochettino geek, ma non credo lo sia nell’anima.

Ok. I geek hanno vinto in America. In Italia sono ancora vittime di bullismo. Ma vinceremo anche qui. E’ solo questione di tempo.

Email sotto controllo

Può capitare che qualcuno, con la sindrome del grande fratello, decida che sia bene leggere tutte le mail che passano dal server aziendale. Passare dal desiderio all’azione fa a pugni con svariati principi legislativi, inerenti la privacy, la riservatezza della posta, lo statuto dei lavoratori con particolare riferimento al controllo remoto, ma a quanto sembra non esiste una legge precisa che regoli la cosa. Nello statuto dei lavoratori l’articolo 4 parla di videosorveglianza, non di altri mezzi, ma è datato 1970 e le email erano decisamente un fenomeno di nicchia. L’articolo 15 della costituzione invece è decisamente piu lungimirante, parlando di corrispondenza senza specificare il media e di comunicazione in generale.

Quindi considerando le e-mail al pari della posta cartacea (essendo una forma di comunicazione), possono essere aperte solo dal destinatario, mentre se si considera la pratica di intercettare le mail come controllo al pari di un impianto audiovisivo, ci vuole l’accordo dei sindacati o approvazione dell’ispettorato del lavoro. In ogni caso è una violazione della privacy quindi va informato il diretto interessato e ottenuta la sua autorizzazione a questa violazione.

Il garante della privacy inoltre equipara il controllo delle mail (e il controllo dei log di navigazione) alla sorveglianza remota trattata dallo statuto dei lavoratori e suggerisce l’utilizzo di filtri automatici e di email differenziate per la funzione svolta dal lavoratore (e condivisa con altri) e per il lavoratore stesso. E comunque di informare con chiarezza sui controlli preventivi e successivi eventualmente adottati.

Ma pare che il controllo occulto sia di moda, nonostante i rischi (penali) di questa cosa. Sono stupito di quanto si possa decidere di rischiare per ottenere cosi poco. Alla fine rimangono estranei al controllo mezzi pure più potenti come caselle email private controllate tramite protocolli sicuri, chiavette usb, cellulari,  portatili e cosi via …