Usabilità nelle newsletter

Prendo spunto da fucinaweb ma non condivido pienamente.

Il discorso iniziale è senz’altro valido. Dopo aver investito tanto in un sito valido, che invoglia l’utente a lasciare i sui dati non si puo perdere tutto con una newsletter fastidiosa. L’utente ha accettato di ricevere delle informazioni da parte nostra e noi non dobbiamo tradire la sua fiducia diventando noiosi, pesanti (sia in senso metaforico che in senso di peso in kilobyte) o criptici (e quindi non fruibili)

Male:

  • Sgrammaticata, e di difficile comprensione: La rete ha un linguaggio suo. Diretto. Vicino alla chiaccherata tra amici. Il “lei” o l’utilizzo di forme inutilmente barocche del linguaggio peggiora solo la fruibilità.
  • Oggetto e/o mittente non significativo: L’oggetto è il biglietto da visita di una newsletter. Come anche il mittente. Devono comunicare il modo chiaro chi sta scrivendo e cosa vuole comunicare. Cose orribili tipo root@localhost come mittente sono assolutamente da abolire.
  • Incongruenza con l’immagine di chi sta scrivendo: sbagliato sia fare una newsletter troppo pacchiana (colori a caso) che troppo seria (solo testo). Una newsletter deve essere identificabile a prima vista come emanazione del sito in cui si è fatta la registrazione, in modo da comprendere in modo inconscio perche arriva quella lettera e che non si tratta di spam.

Bene:

  • Approfondimenti: una newletter non deve essere troppo lunga, ma deve lasciare la possibilità di approfondire alcuni argomenti sul sito.
  • Immagini non vitali: molti client di posta bloccano le immagini che risiedono sul web, una buona newletter deve essere fruibile anche senza queste immagini.
  • Evidenzia le parti piu interessanti: il grassetto è vitale, spesso non si ha tempo di perdere 5-6 minuti leggendo tutto. Un utilizzo attento del grassetto puo creare due versioni sovrapposte. Una “veloce” e una “approfondita”