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Audio To Text in closed testing su Google Play

Con la versione 0.6.3 di Audio To Text (ex phone-whisper) è partita la fase di closed testing su Google Play. È il passaggio successivo dopo il rebrand e la rimozione delle funzionalità cloud raccontati nel post precedente.

Cos’è il closed testing

Google Play richiede una fase di test con un gruppo ristretto di utenti prima di poter aprire l’app al pubblico. È un passaggio utile anche a prescindere dall’obbligo: permette di verificare il funzionamento su dispositivi e versioni di Android diverse dalla mia, cosa che da solo non riesco a coprire.

L’app è visibile alla pagina Google Play di Audio To Text, ma per installarla in questa fase è necessario essere inseriti nella lista dei tester.

Come partecipare

Chi vuole provarla può scrivere a audiototext@b0sh.net: aggiungerò l’indirizzo alla lista tester e invierò le istruzioni per l’accesso su Google Play. Non serve nessuna competenza particolare, solo un dispositivo Android e la disponibilità a segnalare eventuali problemi — crash, modelli che non si scaricano correttamente, traduzioni imprecise o altro.

Cosa trovare nell’app

La versione in test corrisponde a quella descritta nel post precedente: trascrizione locale con modelli sherpa-onnx, nessuna dipendenza cloud, interfaccia in italiano o inglese in base alla lingua del dispositivo.

Changelog

v0.6.3 (2026-08-27)

  • Closed testing su Google Play: l’app è disponibile per il test sulla pagina Google Play. Per partecipare al closed testing scrivere a audiototext@b0sh.net.
  • Aggiornamento versione: 0.6.2 → 0.6.3 (versionCode 10).

Da phone-whisper a Audio To Text: rebrand, local-only e UI più chiara

C’è stato un cambiamento importante: nasce Audio To Text

Ad aprile avevo raccontato la nascita di phone-whisper, l’app Android per trascrivere audio offline sul dispositivo usando sherpa-onnx (potete rileggere il post originale). Da allora il progetto è cresciuto, e con la versione 0.6.1 arriva un cambiamento che va oltre il semplice numero di release: l’app cambia nome e diventa Audio To Text.

Cosa cambia davvero

Il progetto nasceva già con un forte focus sulla privacy, ma manteneva un’integrazione opzionale con OpenAI per la trascrizione cloud e il post-processing del testo. Con la 0.6.0 questa parte è stata rimossa completamente: niente più chiamate cloud, niente API key da gestire, nessun dato che lascia il telefono. L’app oggi funziona esclusivamente con i modelli sherpa-onnx scaricati e installati in locale, il che significa anche una base di codice più semplice da mantenere — sono stati eliminati interi componenti come TranscriberClient, PostProcessor e WavWriter, insieme ai relativi test.

Questa scelta ha richiesto anche una riscrittura della privacy policy, per rimuovere ogni riferimento alla gestione delle chiavi API e alle modalità cloud che non esistono più.

Il rebrand: da phone-whisper a Audio To Text

Il nome phone-whisper aveva senso quando il progetto era ancora legato all’idea di Whisper e a un’integrazione cloud. Ora che l’app è diventata a tutti gli effetti uno strumento locale, ho deciso di rinominarla Audio To Text, un nome più diretto e descrittivo di quello che fa realmente. Il cambiamento non è solo estetico: il package dei sorgenti è stato spostato da com.kafkasl.phonewhisper a net.b0sh.audiotext, con la cronologia Git preservata grazie a un git mv mirato invece di una semplice riscrittura dei file.

Miglioramenti all’esperienza utente

Con la 0.6.0 e la 0.6.1 ho lavorato molto anche su come l’app comunica il proprio stato all’utente:

  • Durante l’installazione di un modello, ora viene mostrato il progresso di estrazione con numero di file completati e file corrente in lavorazione, così sai esattamente a che punto è il processo.
  • È stata aggiunta una sezione informativa sullo stato del modello nella schermata principale, per capire a colpo d’occhio se un modello è installato, pronto o ancora da scaricare.
  • Con la 0.6.1 arriva il supporto multilingua dell’interfaccia: l’app segue automaticamente la lingua del dispositivo tra inglese e italiano. Nome dell’app e nomi dei modelli restano invariati, per evitare ambiguità.

Perché questo cambiamento

L’obiettivo originale di phone-whisper era offrire una trascrizione privata e locale, ma la presenza di un’opzione cloud era in qualche modo in contrasto con quella filosofia. Rimuoverla non è stata solo una semplificazione tecnica: è stata anche una scelta di coerenza. Audio To Text è oggi un’app che fa una cosa sola, la fa completamente offline, e non ha bisogno di chiedere permessi di rete o gestire credenziali di terzi.

Changelog completo

v0.6.1 (2026-08-25)

  • Interfaccia multilingua: supporto inglese e italiano, in base alla lingua del dispositivo. Nome app e nomi modelli non tradotti.
  • Aggiornamento versione: 0.6.0 → 0.6.1 (versionCode 8).

v0.6.0 (2026-08-25)

  • Rimossa l’integrazione OpenAI: eliminate trascrizione cloud e post-processing. L’app supporta ora solo la trascrizione locale con modelli sherpa-onnx scaricati.
  • Rebrand: l’app è stata rinominata Audio To Text, package spostato in net.b0sh.audiotext.
  • Aggiornamento versione: 0.5.0 → 0.6.0 (versionCode 7).

Link utili

Audio To Text resta un progetto piccolo, ma ora è coerente al 100% con la sua promessa iniziale: nessun dato lascia il tuo telefono, mai.

Jellyfin, dopo qualche tempo

Posso confermare che la soluzione descritta qualche post fa, in Da Plex a Jellyfin, funziona correttamente per il mio utilizzo. Unica aggiunta, per la musica, consiglio il player Finamp, disponibile per Android e IOS, che rispetto al client ufficiale permette di scaricare sul dispositivo mobile alcune canzoni o anche intere playlist, cosa molto utile in viaggio fuori dall’Europa o in aereo.

Per quanto riguarda altri client l’ho provato direttamente via web, sul telefono Android col client nativo, su una FireTV e su una SmarTV sempre android sempre con risultati uguali o migliori di Plex, che presto verrà disinstallato.

iOcean X7

Invece che prendere un nexus o un galaxy ho deciso di provare un produttore asiatico mediante un importatore “grigio”.  La scelta è caduta su un iOcean X7 Youth Turbo. L’importatore offriva un’ampia gamma, alcuni con caratteristiche migliori, ma in estermis ho scelto un modello abbastanza noto anche in europa e america.

Caratteristiche

  • Display 5 pollici
  • Risoluzione full HD – 1920×1080 – 480 dpi
  • SoC Mediatek MK6589T quadcore @ 1.5Ghz
  • Grafica PowerVR SGX 544MP
  • Ram 1Gbyte
  • Rom 4Gbyte – Effettivamente utilizzabili 1,5Gbyte
  • Android 4.2
  • Camera posteriore 13Mpx
  • Camera frontale 5Mpx
  • Dual-sim 1 microSim e 1 Sim

Il display è effettivamente stupendo. Poche incertezze, i pixel non sono visibili ad occhio umano (effetto retina), la luminosità è eccellente, le dimensioni generose.
La potenza a disposizione è ampiamente sufficente per rendere reattivo il dispositivo con le principali applicazioni. I giochi non li considero, non cerco uno smartphone che sia anche una consolle videogiochi portatile.
La ram da 1Gbyte è una scelta conservativa, se volessi un furbofono con una vita attesa un pò più lunga cercherei 2Gbyte o più, ma personalmente preferisco scegliere la fascia media e sostituirlo con maggiore frequenza.

Difetti

  • Il GPS non è ottimo. Sono presenti molte guide online che suggeriscono soluzioni software e hardware. Il problema pare essere una posizione non felice del ricevitore. Senza nessuna modifica sono riuscito ad ottenere un fix sufficente per la navigazione in macchina ma ci sono voluti 5 minuti. Proverò prima le soluzioni software e poi quelle hardware.
  • Le dimensioni sono notevoli. Ci sta nella tasca dei pantaloni jeans ma per poco.

Il negozio

Si può acquistare il telefono direttamente in Cina o attraverso un importatore “grigio“. Per semplicità ho scelto la seconda possibilità, che offrendo un servizio è chiaramente più costosa. Lo shop che ho scelto è Grossoshop ( http://www.grossoshop.net/ ).

L’importatore è grigio perche la casa produttrice non fornisce ufficialmente il prodotto per il mercato europeo, quindi questo shop lo acquista in Cina e lo spedisce al nostro indirizzo. In questa pratica però ci sono dei lati oscuri:

  • La garanzia del produttore esiste ma bisogna rispedire il terminale in Cina. Lo shop che ho scelto promette di assistere nell’operazione ma non se ne fà carico completamente quindi non ha un indirizzo in Italia a cui spedire il telefono.
  • Lo sdoganamento … eh … Il telefono ha passato la dogana con valore dichiarato di 20$, meno di un decimo del valore effettivo. Vedete voi.
  • La fattura è emessa ad HongKong per i suddetti 20$, quindi nessuna possibilità di scaricarlo per i possessori di partita iva. Non ho idea se questo possa essere una violazione delle leggi di quel paese, ma visto che anche se fosse è stata perpetrata a mia insaputa e in un paese di cui, perdonatemi il nichilismo, non ho molta attenzione del pareggio di bilancio … affaracci loro e di chi ha fatto la fattura.

Detto questo qualche piccolo bonus viene fornito. Il telefono arriva roottato, testato, con cover in silicone e pellicola protettiva. Inoltre avete a che fare con qualcuno che parla Italiano. Sperando sempre di non averne bisogno.

Però avevo l’idea che l’oggetto venisse acquistato in Italia da una società Italiana. Idea che mi sono fatto io eh, non è mai stato scritto ufficialmente da nessuna parte, errore mio che nel dubbio avrei dovuto dubitare … ma volendo sorvolare su dogana e fattura il servizio è stato complessivamente buono. Spedito venerdi e arrivato lunedi. Molte spedizioni dall’Italia ci mettono più tempo. I tempi di gestione dell’ordine invece sono stati tra i 5 e i 7 giorni lavorativi, come chiaramente specificato sul sito. Quindi da 7 a 9 giorni dal click sul sito all’avere l’oggetto in mano. Non poco, ma neanche tantissimo.

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