Ultimo track day della stagione invernale

Dopo aver eseguito l’ultimo lavoro di manutenzione, ovvero la rigenerazione degli ammortizzatori con ritaratura in compressione, è necessario trovare un circuito dove verificare il risultato. Il problema è che con l’arrivo del bel tempo gli autodromi degni di questo nome (non i kartodromi rimarchiati) inziano a dedicare sempre più tempo ai motociclisti, razza più numerosa e che occupa meno spazio ma che stranamente si fa delle gran paranoie se la temperatura è inferiore ai 15° o se c’è giu dell’acquetta. Roba da non crederci.

Ma a pasquetta, la mattina, sugli appennini piu o meno all’altezza di Parma c’è un bel freddino e considerano il diluvio universale di pasqua anche una discreta umidità. Per farla breve, atmosferico 8° asfalto massimo 5° pista bagnata. Ah… gomme finite.

Il divertentissimo risultato è quello in foto. Dritti da una curva non si usciva se non andando a velocità nonno-in-cariola. E l’impegno per andare moderatamente forte in queste condizioni (si parla comunque di 10 secondi al giro in più) è notevole. Operazioni che non destano preoccupazione con l’asciutto, tipo usare tutta la forza frenante o premere progressivamente l’acceleratore a partire da metà curva per trovarsi al 100% di gas prima dell’uscità, sono negate o necessitano di tutt’altra sensibilità per essere gestite. Guidare pulito-e-veloce è impossibile, e questo è il bello.

Il track day dei lavoratori

Come è tradizione il primo maggio si fà in pista, l’anno scorso a Varano, quest’anno all’Autodromo di Franciacorta.

Giornata splendida, forse anche troppo calda. E ressa “gestibile” almeno la mattina e il primo pomeriggio.

Vi lascio col primo di una serie di video, dedicato ai drifter che hanno preso una parte del parcheggio per fare fumo al meglio.

P.S. : Il consiglio, per chi mi legge tramite aggregatori, feed reader e simili è sempre quello di aprire il sito vero e proprio per visualizzare i video.