Il picco di programmatori

Mentre mezzo sistema produttivo italiano è in affanno l’ IT cresce con numeri tali da far invidia un pò a tutti. Petrolieri inclusi. E quindi, nonostante che qualcuno si lamenti della qualità formativa offerta dalle attuali lauree, a mio avviso sbagliando, c’è una grossa richiesta di professionisti dell’ IT. Laureati, diplomati, specializzati, dottorati, attualmente c’è posto per tanti.

Scene classiche delle telefonate che ricevo sono

“le offriamo un posto a tempo indeterminato” (ma dai? che mi hai preso per un addetto al call-center?)

“si tratta di un lavoro presso $grande_azienda” (nomi grossi fanno curriculum ma non sempre equivalgono a lavoro interessante)

“posso richiamarla più avanti?” (e come potrei dire di no?)

“conosce qualcuno che potrebbe essere interessato?” (se io faccio il tuo lavoro… poi tu fai il mio?)

Poi, alla fine, molti non hanno ben chiaro il giusto rapporto tra retribuzione e professionalità richiesta, altri cercano solo neolaureati da plasmare al loro piacimento (in genere ci vuole un pò a capire come gira la cosa, e in quei mesi si viene pagati poco), altri pretendono che in 3 o 5 anni di studi accademici non solo si acquisiscano le basi teoriche ma anche si conoscano a menadito tutti gli ambienti, piu una infarinatura di marketing, linguistica, e project management, piu 2 o 3 linuge straniere.

In ogni caso… good game a tutti. GG insomma.

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