22/7 Giorno dell'approssimazione di Pi Greco

Sono sconvolto dal fatto che esista un giorno dedicato all’approssimazione di Pi Greco. Infatti 22/7 è una delle prime approssimazioni.

Non al concetto in se della quadratura del cerchio. Ma all’utilizzo pratico di questo cosa mediante appunto l’approssimazione.

Sarebbe roba da matematici nerd. Se non ci fosse la parola approssimazione nella celebrazione di questo giorno. Forse è da ingegneri nerd allora. Ma non ingegneri informatici, quelli hanno altre cose con cui perder tempo.

In ogni caso visto che non sono ne matematico ne ingegnere, posto ma non partecipo alla celebrazione.

Scoperto grazie (o per colpa di) PTWG

Anti IF Campaign

Prima di tutto il link

ANTI IF CAMPAIGN

Poi discutiamo del fatto che l’if, come molti costrutti della programmazione imperativa, si presta all’abuso. Il software deve essere pensato per essere mantenibile e non una collezione ingestibile di pezze. Questo, come molte altre cose in informatica, si raggiunge col buon senso. Non è che sostengo, come la persona nel link qua sopra, che gli IF non vadano mai usati. Ma quando ce n’è uno lungo 780 caratteri, vuol dire che la progettazione di quel pezzo di software ha fallito. O non c’è mai stata.

L’ If è una delle strutture base, insieme al ciclo senza contatore e al GOTO ( si il dannato GOTO ). La programmazione alla fine si basa su questo. O se vogliamo ricondurla al’assembler JE o JNE … chi ha usato un disassemblatore X86 sà a cosa mi riferisco. Non si dimenticano i salti condizionati. Ma non si può esprimere concetti complessi in modo immediatamente comprensibile tramite di essi. Se ci metti 2 – 3 condizioni va bene. E’ chiaro e leggibile. Se ne metti 30 immischiate in un casino di parentesi e OR / AND  ci metto 3 ore a campire cosa significano e 5 minuti a fargli-fare-cio-che devo fare. E generalmente quest’ultimo scenario deriva da pezze attaccante di volta in volta da programmatori che per voglia o per obbligo hanno applicato la filosofia del minimo-sforzo (e risultato appena sufficiente)

HTML 5

… ovvero ci toglieremo gli oggetti embedded di torno ?

Speriamo. Intanto per farsi una rapida idea delle novità, tra le tante cose scritte (e che non intendo riscrivere pure io) consiglierei questo : HTML 5 and CSS 3

Tra l’altro mi ha fatto scoprire un nuovo verbo inglese: To Zebra-stripe (something).

Italianizzato è ancora più bello. “Che te la zebrastrippo quella tabella o te la lascio piatta?”

Probabilità

Che possibilità ci sono che una persona che non conosci usi il tuo nome per scrivere un breve racconto ?

Alte, tanta gente scrive, i nomi si inventano … è come dire mettiamo  un numero infinito di scimmie davanti alla macchina da scrivere e sicuramente salta fuori la divina commedia. E tutta la letteratura mondiale.

Che possibilita ci sono che fissata 1 persona compaia questa e un suo conoscente nello stesso racconto ?

Ci sono 60.000 cognomi diversi in Italia.  Mentre i nomi si scelgono e sono potenzialmente infiniti … ma i due in oggetto sono comuni e compaiono nella TOP 50 quindi useremo questo numero.  Per farla breve si tratta di 3 milioni di combinazioni. Al quadrato fa 9 trilioni. La probabilità che scelte 2 coppie (nome, cognome) , escano proprio quelle estraendole tra tutte le possibili, è di 1 su 9 trilioni.

Ora … una persona conosce in media 150 persone ( numero di Dunbar ), quindi bisogna dividere 9 trilioni per 150. La prima persona infatti è fissa (persona A) l’altra è variabile ( persona B definita come “conosciuta da A”). Siamo a 1 su 60 miliardi.

Google alla query “racconto” risponde 5 milioni. Non sarà precisissimo ma consideriamolo valido per il motivo che poi spiegherò.

Siamo quindi a 1 su 12.000.

E che questo sia indicizzato da google?

Avendo usato google per stimare il numero di racconti, sempre 1 su 12.000

Ok ora ditemi che è un caso. Però io a questa persona B se mi capita la domanda glie la faccio. Visto che la persona C (autore del raccontino) io non la conosco.

C'è stata l'epoca di Napster

e c’è stata l’epoca di The Pirate Bay.

E sono entrambe finite, morte per aver centralizzato ciò che non andava centralizzato. Per aver dato ai detentori dei (legittimi) diritti un bersaglio abbastanza grosso a cui sparare con la loro immensa potenza di fuoco.

TPB è stata venduta, e farà la fine di Napster . Un ombra di ciò che era.

Cosa rimane ? Per ora il fatto che l’opinione pubblica è contraria ai capri espitori che pagano migliaia di euro per poche mp3, e una la legge non aiuta questo genere di soluzioni che sono più vicine al terrorismo che alla giustizia, giustizia che dovrebbe sottointendere la proporzionalità tra delitto e pena. Ma anche un industria che non sà più che pesci pigliare, non capisce internet e non vede come estrarne sufficenti profitti per giustificare il “rilascio” di produzioni costosissime pro bono su questo canale.

Il digital right management non ha funzionato. Se compro una canzone voglio poterla mettere su ogni cavolo di lettore mp3 che mi aggrada. Altrimenti perchè pagarla ? Quella proviente dal P2P ha già questa caratteristica.

My Two cents ?

  • Dalla rete voglio l’indipendenza da palinsesto e pacchetti. A me non-me-ne-frega-nulla di contribuire allo stipendo di un calciatore. A te non-te-ne-frega-nulla delle serie in contemporanea con l’america. In ogni caso quello che mi piace lo guardo quando voglio io. Non quando lo mandi in onda te.
  • E un prezzo accessibile. Flat per i grandi utilizzatori, pay per view per i piccoli … e perchè no pubblicità per tutti. Magari meno, ma un pò non fà male.
  • E lo voglio salvare e rivedere quante volte voglio. Il videoregistratore è in uso da 30anni a dir poco. Il registratore di audiocassette da una eternità. Ci abbiamo fatto l’abitudine e non ci rinunciamo. Mettetevelo in testa.

Detto questo una pace tra chi produce e chi consuma è possibile. Ma chi produce canzoni, film, serie … come chi produce qualsiasi altro bene … deve capire e soddisfare le esigenze di chi consuma. Non combatterle con orde di avvocati.