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Anno: 2009 (Pagina 6 di 15)

Piccoli trucchi per un mondo migliore…

Riflettiamo insieme … “rimuovere” l’iva da un oggetto è un calcolo molto semplice. Non ci vuole una laurea in economia e commercio, o in matematica. Chiunque puo riuscirci usando una semplice calcolatrice non scientifica. Vediamo prima le basi teoriche di questa operazione e quindi l’operatività.

Base teorica :

Possiamo “togliere” l’iva da un importo lordo e ottenere l’importo netto grazie al fatto che esiste l’operazione inversa rispetto alla moltiplicazione. E si chiama DIVISIONE. Incredibile eh ?

Esempio pratico :

Infatti quando aggiungiamo il venti percento ad un importo netto banalmente facciamo <IMPORTO NETTO> + ( <IMPORTO NETTO> * (20/100)) o in una singola operazione <IMPORTO NETTO> * 1,2 . Di conseguenza è facile trovare l’operazione inversa. Basta fare <IMPORTO LORDO> / 1,2. Ora, oh gente dalla cultura umanistica, oh gente senza alcuna cultura, andate e dominate il contabile a fianco a voi.

P.S. : No, non è possibile che per questo calcolo cosi complicato qualcuno che si fregia del titolo di Ricercatore deleghi un altra persona col titolo di Dottore a farlo e quest’ultima sbagli pure l’approssimazione. Mala tempora currunt.

Il commento del secolo

/*copiata gestione esattamente come è su vb poichè non è molto chiara come deve funzionare e così di là va bene*/

Trovato su una procedure oracle … a voi i commenti …

P.S. : Ah l’analisi

P.P.S. : Ah la documentazione

P.P.P.S : Ah la tauromachia … l’antica arte dell’uomo contro se stesso.

Un quarto degli incidenti a causa delle moto

Lo vado sostenendo da un pò … che i driver a 2 ruote abbiano una loro particolare interpretazione delle regole del codice stradale, sia nell’ambito della velocità, sia nell’ambito del comportamente in situazione di traffico intenso che li espone a pericoli ben più alti di altre categorie.

Qualcuno si è scomodato ad analizzare statistiche, percui ripoto ben volentieri il link

Il track day dei lavoratori

Come è tradizione il primo maggio si fà in pista, l’anno scorso a Varano, quest’anno all’Autodromo di Franciacorta.

Giornata splendida, forse anche troppo calda. E ressa “gestibile” almeno la mattina e il primo pomeriggio.

Vi lascio col primo di una serie di video, dedicato ai drifter che hanno preso una parte del parcheggio per fare fumo al meglio.

P.S. : Il consiglio, per chi mi legge tramite aggregatori, feed reader e simili è sempre quello di aprire il sito vero e proprio per visualizzare i video.

Cifrari a scorrimento e derivati

Non sono sistemi di crittografia validi.

Ok … non pretendo che tutti sappiano le basi matematiche della crittografia asimmetrica (anche io ho un certo imbarazzo col teorema cinese del resto, ma ho la prova scritta che, seppur per un breve periodo di tempo, l’ho saputo) ma almeno NO, il ROT13 bisogna sapere che non è sicuro.

Ah … una strategia per rompere un qualsiasi cifrario a scorrimento, senza avere del testo in chiaro, è basarsi sulla frequenza delle lettere. In un testo, sufficentemente lungo, alcune lettere sono molto diffuse, altre molto poco.

frequenze-ord-alf_itSi contanto quindi le frequenze del testo cifrato. Se percaso viene “cifrato” anche lo spazio, il simbolo con maggiore frequenza identifica certamente lo spazio, altrimenti la E o la A. Q e Z se il testo è breve potrebbero essere assenti, o altrimenti sono agli ultimi posti come frequenza.

Se il cifrario applica la stessa regola ad ogni lettera (dicasi monoalfabetico a valore fisso) il discorso si conclude qua. Basta infatti decifrarne una lettera per decifrare tutto. Se invece è a valore variabile (tipo l’alfabeto carbonaro) si prosegue con l’analisi.

Avendo 3-4 lettere molto probabilmente decifrate, si partono a fare supposizione sui monosillabi … si verifica se funziona e si passa a fare ipotesi su parole piu lunghe. Qualche supposizione si dimostrerà errata … ma alla fine se ne esce facilmente. D’altronde la lingua ha le sue regole, sia statistiche che ortografiche che grammaticali. Diverso sarebbe avendo un testo in una linuga sconosciuta o … non in una lingua.

Mi auguro che per molti dei miei pochi lettori sia scontato, ma di fatto per molti scontato non è, visto che capita di vedere l’impiego di algoritmi simili per codificare username e password. O pizzini.

Anche perchè i metodi di decodifica descritti si basano su carta e penna.

Grafico via it.wikipedia

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