Da vista a kubuntu, senza perdere nulla

Ho deciso di formattare il portatile e di installarci la nuova release in versione azzurrina della celebre distribuzione linux. Il problema è che non voglio perdere nulla. Ne dati (e fin qui ci siamo), ne funzionalità (qua un pò meno).

La procedura che ho pensato è forse poco ortodossa, ma la garanzia è totale. Quello di cui abbiamo bisogno è un secondo pc con ottime capacita di archiviazione, VMWare converter, VMWare workstation, un Cd di Kubuntu x64 e un pò di tempo.

VMWare converter permette di virtualizzare un pc fisico. Il che è una gran cosa perche alla fine hai una assicurazione sia sui dati che sulle funzionalità. Si mette nella stessa rete il portatile e il computer con X tera-byte a disposizione. Si installa sulla vittima VMWare Converter (che tra l’altro è disponibile gratuitamente) e si virtualizza il primo pc sul disco del secondo, via rete. Tempo stimato un paio d’ore per 130 gigabyte da trasferire.

Secondo passo, nel mio caso, è mettere a dieta la macchina virtuale appena creata. Altrimenti non ci sarebbe modo di rimetterla come guest. Tanto più che di fatto usavo Vista come hoster VM Windows 2000 e XP. Quindi il primo e facilissimo step da eseguire è estrarre le VM incluse nella VM appena creata. Naturalmente per una migliore esecuzione non bisogna dimenticare di installare i tools. Una volta fatta la dieta si ripassa tutto col Converter, specificando la dimensione minima del disco. Un altra ora e mezza ma alla fine si ottiene una VM minimale pronta per una reintruduzione come guest. La doppia conversione può essere evitata con sistemi di ridimensionamento della partizione applicati alla prima macchina virtuale creata, ma c’è una componente di rischio. Io ci ho perso la prima virtualizzazione, dovendo rimandare il tutto di una settimana.

Pronti via, dentro il CD di Kubuntu, installazione standard e subito dopo VMWare.
VMWare mostra poco la propria invasività sul sistema ospite se installato su Windows, mentre su linux ci si rende conto di quanto sia integrato col sistema operativo nel momento in cui chiede di compilare moduli per il kernel. Il kernel deve essere supportato ufficialmente dalla versione in uso del sistema di virtualizzazione, se cosi non fosse bisogna dare la caccia alle patch. Se siete nel mio caso specifico (Kubuntu 10.04 – Vmware 7), vi rimando a questo link.

Alla fine funziona tutto. Vista virtualizzato ovviamente drena ogni risorsa all’hardware e disattivare subito screensaver 3d e aero è indispensabile anche se l’accelerazione 3D è correttamente installata.

Cosa ci ho guadagnato da tutto questo: Linux 64bit + 1 VM Windows 2000 (con sui abitualmente lavoro) è immensamente meglio di Vista 32bit + 1 VM 2000. Fermare e far ripartire le VM non è una pratica misteriosa che si sà quando inizia ma non quando finisce. La sospensione in ram è istantanea e non lentissima. Avere a disposizione 3+10gb di memoria è ovviamente meglio che averne 3 e stop, specie se si decide di far partire 2 Vm con 1.2giga di ram l’una.

Cosa mi lascia perplesso: il touch-pad funziona a volte. Ho trovato la soluzione ma litigo con Grub2. Rivorrei Lilo, mi ci trovavo bene. La gestione del networking non è ottima, non riesco a convincerlo a usare il cellulare come access point. Il terminale risolverebbe, ma se avessi voluto passare il tempo a fare script avrei installato una slack. Anche se non rimpiango il sistema automagico di Vista che riconosce la rete in cui sei. E poi fà di tutto per non fartela usare.

Prossimi obbiettivi: Migrare la posta da outlook a KMail, magari con un qualche plugin per sincronizzare con Google Calendar, scordarsi office e usare solo OO.  Quanto all’svn ho già avuto modo di apprezzare KDESvn in sostituzione di TortoiseSvn.

2 Comments

  1. Per la virtualizzazione: esperienza personale e poco significativa, ma io mi trovo infinitamente meglio con VirtualBox rispetto a VMWare.

    Per grub: sei la prima persona che conosco che rimpiange LILO. Per quanto mi riguarda il passaggio da LILO a grub è stata la fine di un incubo.

    Per la sincronizzazione con google calendar: c’è un plugin apposito di akonadi (il pacchetto debian è akonadi-kde-resource-googledata, non so nella distribuzione azzurro-marroncina come si chiami) che funziona bene ma anche no (a volte perde i dati di autenticazione).

    Per kde in generale: tutto molto bello, ma credo sia necessario qualche ulteriore aggiustamento….

  2. Cosa ti devo dire, si stava meglio quando si stava peggio. No di grub devo capirne i vantaggi che per ora non sono un gran che evidenti (si conosce il filesystem … c’è la grafica carina …)

    Comunque provero a cercare il plugin, grazie.

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