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Categoria: weblife (Pagina 2 di 4)

Installiamo home-assistant

Oramai seguo il filone della de-cloudificazione … anche perchè di gente che parla di cloud, di come è bello e di quanto è vantaggioso ce ne sono finche volete. E perchè un altro servizio cloud mi ha fatto arrabbiare. Alexa di Amazon in particolare.

Volevo programmare l’accesione di una luce esterna, dopo il tramonto, qualora avvenisse il rilevamento di movimento di un sensore infrarossi.

Bene, mi procuro una spina wifi. Il sensore già ce l’ho, lo sposto dallo studio ad una opportuna posizione esterna, lo rinomino per non avere dubbi dove sia tra qualche mese e qui si rompe Alexa. Il sensore rinominato sull’app di Xiaomi non appare più tra i dispositivo noti ad Alexa. E non c’e’ nulla da fare. Cerca nuovo dispositivo fallito. Rimuovi la Skill, rimetti la Skill … alla fine sparisce anche l’altro sensore.

E non c’è nulla di più frustrante per chi mette crea e mette a posto sistemi informativi, come l’autore di questo post, che non avere nessuna possibilità di intervento. Nessun log, nessun errore, nessuna configuazione da aggiustare, nessun codice da debuggare. Niente il tuo sensore IR è sparito, non si sà perchè e puoi solo sperare che riappaia.

La soluzione? Gestiamoci la domotica in locale con Home-assistant. Normalmente si installerebbe su un Raspberry, ma ho un PC x86 sempre accesso con potenza e spazio di archiviazione in eccesso percui scelgo la via della virtual machine.

Probabilmente drovò flashare le webcam e forse non solo. Ma vediamo che succede.

Documenterò soprattutto cosa va male e cose non è come sulla documentazione ufficiale ed, eventualmente, il risultato finale se positivo. Per ora sono partito da qua https://www.home-assistant.io/installation/#generic-x86-64

RoundCube e BlueMail

sono due simpatici client, anche fatti bene ma la prima cosa e’ che manca la possibilita’ di impostare delle regole. Su android non ho trovato un client che permetta di impostare delle regole in escuzione all’arrivo della posta. Al massimo c’e’ un secondo antispam.

Sono abbastanza stupito dalla cosa, ma fortunatamente e’ possibile impostarle lato server e la cosa e’ piu o meno risolta.

RoundCube ha anche una bella interfaccia, e’ veloce e tutto… pero’ boh… le regole potevano metterle.

Anche per addestrare l’antispam non c’e’ una possibilita’ nativa, bisogna sempre aprire l’interfaccia di webmin/usermin e dare in pasto il pacchetto di mail a spamassassin.

ClamAv e’ pesantissimo

Ok, ve bene una scansione antivirus serverside risolver un sacco di problemi. Ma clamav mi ha causato una raffica di kernel panic per memoria esaurita (2GB) e anche aggiungendo 3GB ulteriori di swap ha la fantastica capacita’ di ammazzare tutto.

Ogni istanza occupa un giga. L’aggiornamento automatico pure. Basta che arrivano 2 mail mentre effettua l’aggiornamento e si inchioda tutto.

Forse in modalita client/server funziona meglio. In modalita just in time non e’ un antivirus, e’ un denial of service.

P.S.: In modalita client/server funziona effettivamente meglio e ha retto 2 giorni di mail senza schiantare male. Comunque 2GB di ram e 3GB di swap sembrano essere il minimo per farlo girare benino. Insieme a tutto il resto, ovvio.

Abbandonare GMail

O quasi. Microsoft dopo avermi accettato alla beta del nuovo bing con chat AI mentre avevo l’account bloccato, ha deciso di sbloccarmi. O meglio ho capito come farmi sbloccare. Bastava chiedere lo sblocco tramite un sms su un numero di telefono che non fosse il mio. Un comportamento talmente poco lineare e non prevedibile che mi ha convinto ad non affidarci piu’ nulla.

Google non ha, invero, mai dati segni di squilibrio mentale simili a MS ma comunque ho scaricato circa 18 anni di mail, tramite Thunderbird (il client di posta per pc migliore di sempre), depositati su un pc muletto che ha impiegato qualche giorno a fare tutto. Questo pc avra’ il ruolo dell’account Microsoft. Backup di emergenza.

Per le mail ordinarie la questione e’ piu complessa e meno immediata. Quasi tutte le mail che ricevo sono indirizzate ad una casella del dominio @b0sh.net o del dominio del lavoro. GMail agiva come collettore per rendere accessibili ovunque e velocemente le mail. Fortunatamente il dominio @b0sh.net e’ ospitato su una piccola VM che esegue virtualmin e con poche configurazioni sono passato da un semplice forward verso GMail ad un server IMAP/POP completo con gli accorgimenti minimi per la sicurezza:

  • Connessioni SSL con certificato
  • Spamassissin
  • ClamAV
  • Graylist
  • Verifica openrelay
  • Domainkey

Ecco impostare domainkey o DKIM richiede anche un intervento sui DNS se non sono gestiti anch’essi da virtualmin ma e’ abbastanza fattibile.

Impostato tutto ho scelto, per ora, BlueMail come client per il telefono e penso che installero’ RoundCube per la webmail classica.

L’operazione non e’ ovviamente a portata di tutti. E’ molto piu semplice di una volta, ricordo con dolore la prima installazione qmail tanti anni fa’, ma e’ ovviamente infinitamente piu’ complessa di aprire un account su gmail/outlook/icloud etc.

E non e’ gratis. I nomi a dominio costano, e i VPS pure. Anche pensando di farselo in casa sfruttando una connessione veloce anche l’elettricita’ non la si trova, in genere, senza pagare.

Le prestazioni, con tutta probabilita’ saranno inferiori. Probabilmente avro’ piu’ spam, ricerche piu’ lente e una disponibilita’ del servizio leggermente inferiore.

Il vantaggio e’ solo la proprieta’ della mail. Un provider di VPS, per esempio, potra’ non volermi piu come cliente ma non puo’ tenermi in ostaggio l’identita digitale e i dati in essa contenuti.

Quindi GMail dismessa? non proprio. Il forward funziona ancora, e molti account registrati negli anni, purtroppo, sono collegati a questa mail e dovro’ aggiornarli uno a uno.

Bloccato da Microsoft

Nonostante pianificassi a tempo perso, e senza troppa convinzione, di abbandonare Gmail in modo da ridurre la dipendenza da un servizio cloud che può essere interrotto unilateralmente dal proprietario del cloud stesso, Microsoft ha ben deciso che non mi vuole più tra i suoi utenti.

Si sarà offesa per essere il “cloud” di riserva. Da anni infatti ogni mail ricevuta su Gmail veniva forwardata su Outlook. E nessuna mail è mai stata scritta su Outlook. Ne ricevuta direttamente.

Un bel giorno provo ad accedere all’account Microsoft perche lo OneDrive locale si lamentava e bon: account bloccato per violazione di una delle millemila regole di Microsoft, non è dato sapere quale. Non usando attivamente OneDrive l’unica cosa che puo non aver gradito è come uso la mail appunto.

Sblocco tramite numero di cellulare impossibile, il mio numero non va bene. Sblocco tramite richiesta di assistenza in attesa…

Il cloud è solo il computer di qualcun’altro. Qualcun’altro che a volte non vuole più farvelo usare il suo computer.

Riprenderò i progetti per abbandonare Gmail.

Abbandonare GMAIL?

Sono stato tra i primi ad adottare la mail di Google, quando ancora era ad invito. Mi hanno convinto subito l’interfaccia leggera ma potente, diversa da qualsiasi webmail dei tempi, il grande spazio a disposizione, la ricerca velocissima e l’efficacia dei sistemi antispam. Poi si e’ aggiunta l’ottima app per cellulare.

Ora, 16 anni dopo, gmail e’ usata da tantissimi. Le mail normali offerte dai provider con gli abbonamenti ad internet quasi non esistono piu’ e il mondo si divide quasi esclusivamente tra Gmail, Outlook e Icloud.

Ma Gmail rimane molto lesivo della privacy, e ora avendo tanti piu’ dati provenienti da altre degli inizi, ancora di piu’. Outlook ha un antispam ridicolo, lo uso come casella di backup e se non metti in contatti in whitelist sbaglia di piu’ che se andasse a caso, e Icloud … vabbeh … non ho niente di Cupertino percui non saprei.

La domanda quindi potrebbe essere. Esiste una alternativa a Gmail che possa garantire un livello di servizio simile, proteggendo la privacy e ad un costo accettabile?

Giornata della password

Non ho molto da aggiungere rispetto alla sempre ottima spiegazione di XKCD. Se non che evidentemente non c’è nessun problema a ricordarsi la propria password, come titolava il più visualizzato giornale online italiano, che in favore dei click e della sintesi banalizza come sempre il problema.

Comunque se nel 2021 non usate un password manager allora io proprio non so’…

Cialtrone

cialtróne s. m. (f. -a) [etimo incerto]. – Persona volgare e spregevole, arrogante e poco seria, trasandata nell’operare, priva di serietà e correttezza nei rapporti personali, o che manca di parola nei rapporti di lavoro. Anche, con sign. attenuato, persona sciatta nel vestire e nel portamento, o che nel lavoro sia solita fare le cose in fretta e senza attenzione.

http://www.treccani.it/vocabolario/cialtrone

E alla fine del.icio.us è sparito

Acquistato da un anononimo bastardo ( Pinboard – https://pinboard.in/ ) che ha pensato bene di tirare giù tutto senza preavviso togliendomi l’accesso a circa 1400 bookmark.

Ti auguro un numero equivalente di giorni di dissenteria.

I pensieri sulla nuvola

Ho iniziato a tenere un blog 12 anni fà … e scriverlo fà una certa impressione. L’idea dietro ad un blog era di condividere, pensieri, media, esperienze … internet si è evoluta e c’è un app per condividere i link, un social per le cose da nerd, un flusso per i pensieri brevi, un album per le foto artistiche, e una cerchia per le foto destinate agli amici. E i blog personali sono finiti in secondo piano. Ma credo che l’idea sia ancora sensata.

La sensazione nell’affidare questa cose ad un sistema esterno è che ne perdi completamente il controllo e il possesso. Queste cose sono poco più che rumore sia chiaro, ma è il mio rumore. Vorrei poterlo rileggere anche se 4square chiude. Anche se facebook cambia policy. Vorrei condividerle anche con chi non utilizza queste piattaforme, non tutto, ma alcune cose si.

Quasi tutte queste piattaforme mettono a disposizione delle api per poter leggere in formato strutturato le informazioni che postiamo percui mi è venuto voglia di riutilizzare il blog come repository delle mie cose inrilevanti grazie ad una manciata di programmi adibiti allo scopo.

Il primo obbiettivo è Delicious, che già importo mediante yahoo pipes e un plugin di wordpress. L’importatore self-made migliorerà  la frequenza e sarà in grado di trasformare i tag di Delicious in tag di WordPress.

A seguire: twitter, 4square e instagram.

P.S. : Per seguire lo stato dei lavori https://bitbucket.org/sgalliani/socialimporter – Binari, Readme, Buildfile, Howto e similia saranno disponibili solo se e quando il progetto avrà un livello minimo di maturità.

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