I più attenti di voi

Mi hanno fatto notare che è sparito un articolo. L’articolo è sparito perche era basato sul mio concetto che il clamore uscito di questi ultimi tempi su google e sul WiFi fosse dovuto alla registrazione di SSID e MAC Address. Qualcuno poi mi fece notare che il polverone era riferito più all’intercettazione di traffico, che alla geolocalizzazione degli SSID.

Per farla breve continuo a pensare che la creazione di un database di dati di “proprietà” degli utenti ottenuti sfruttando una lacuna dei sistemi standard di protezione sia sbagliato. Ma a quanto pare resta una mia idea.

Mentre l’intercettazione, seppur egualmente sbagliata, non è stata sfruttata per migliorare un servizio commerciale (GMaps) ed ha colpito solo gli utenti che continuano a lasciare reti wifi aperte (grazie di esistere, ma io eviterei).

Il pippotto del precedente articolo lo tengo in caldo se mai uscirà un polverone anche per gli SSID.

Da vista a kubuntu, senza perdere nulla

Ho deciso di formattare il portatile e di installarci la nuova release in versione azzurrina della celebre distribuzione linux. Il problema è che non voglio perdere nulla. Ne dati (e fin qui ci siamo), ne funzionalità (qua un pò meno).

La procedura che ho pensato è forse poco ortodossa, ma la garanzia è totale. Quello di cui abbiamo bisogno è un secondo pc con ottime capacita di archiviazione, VMWare converter, VMWare workstation, un Cd di Kubuntu x64 e un pò di tempo.

VMWare converter permette di virtualizzare un pc fisico. Il che è una gran cosa perche alla fine hai una assicurazione sia sui dati che sulle funzionalità. Si mette nella stessa rete il portatile e il computer con X tera-byte a disposizione. Si installa sulla vittima VMWare Converter (che tra l’altro è disponibile gratuitamente) e si virtualizza il primo pc sul disco del secondo, via rete. Tempo stimato un paio d’ore per 130 gigabyte da trasferire.