Parlare male di qualcosa su un blog funziona

Prima di tutto, siate sinceri. Anche incazzati, ma sinceri. Se una cosa fa schifo inchiodatela senza pietà ma solo quella. Non tutto cio che gli sta intorno. Chi vi legge si aspetta questo, un opinione di parte ma genuina.

Poi se parlate (bene o male che sia) di piccole realtà, sicuramente finirete nei motori di ricerca, nella prima pagina. Se parlate di una grossa multinazionale, ricordatevi che queste sono ancora piu scientifiche. Loro vi leggono. O usando un RAEC (Redundant Array of Expensive Conslutants) o tramite software specifici o più probabilmente una combinazione dei 2. Lo sò perchè io ero uno di quelli che monitorava i blog. Non che facessi solo quello, sia chiaro.

Non esitate a lamentarvi dunque, se ne avete motivo.

P.S.: Davide Bianchi inventa sempre delle sigle/nomignoli fantastici

Yahoo Pipes

pipes Si non è certo una novità. Ma è comodo. Ultimamente ho sperimentato Feed Rinse e ZapTXT per "sorvegliare" specifici argomenti. In realtà con Pipes si riesce a fare di più rispetto all’utilizzo in contemporanea di Feed Rinse e ZapTXT. I vantaggi sono la possibilità di creare filtri molto raffinati ( espressioni regolari, unicità in base a un campo specifico dell’xml ) insieme alle funzioni basilari già presenti in feed rinse ( "fusione" di feed, filtri semplici ) e alla notifica via mail tipica di ZapTXT ( tramite Yahoo Alert ).

Ha un problema però. (Attualmente) non puo scaricare i feed generati da Google Ricerca Blog. Percui per aggirare il problema al momento prelevo il feed di Google Ricerca Blog con FeedRinse, lo riprendo da Pipes, lo tratto e lo fondo con altre fonti e ottengo il mio unico e ben ripulito feed su uno specifico argomento.

Laborioso ? Si … ma d’altronde, come dicevo il post prima, il tempo che si puo dedicare alla lettura dei feed è sempre lo stesso. E migliorare la qualità di questi aiuta ad utilizzare meglio una risorsa finita.

Ogni nuovo blog che nasce ruba un po' di quota di mercato agli 'incumbent'.

Molto interssanti le conclusioni di Minimarketing

  1. La ‘quota di mercato’ dei top blog (non solo i tre, ma tutti inclusi) è talmente bassa da essere irrilevante, se usata, tramite advertising o eventi o sampling, per creare una influenza misurabile, almeno su di un ‘ecosistema mass market’ (e per i blog ‘generalisti’, che non possono riferirsi a una nicchia di interesse piu’ piccola)
  2. La ‘quota di mercato’ dei singoli blog è in calo, e ciò è dovuto al fatto che la blogosfera cresce nelle nicchie, e ai "margini". Forse è il caso di rileggere World of Ends. Ogni nuovo blog che nasce ruba un po’ di quota di mercato agli ‘incumbent’. L’effetto San Matteo non esiste davvero.
  3. Il ruolo di network sociale che era tipico dei blog ‘storici’ sta progressivamente spostandosi verso i vari Myspace e Facebook. I blog alla MSN Live o alla Splinder si fondono con i profili personali su FB e Myspace, per formare una coda lunga infinita
  4. Tutte le classifiche alla BlogBabel/Wikio, in quanto basati sui link, tendono a sovrastimare l’influenza della ‘testa’, che è comunque irrilevante per peso (almeno per contatti) rispetto alla totalità della ‘coda’
  5. Progressivamente, il feed tende a diventare la vera unità di misura dell’influenza, in quanto misura anche la widgetizzazione dei contenuti. Si porra’ presto il problema della bannerizzazione dei feed, qualcuno ha gia’ ceduto 🙂
  6. Sembra necessario focalizzare la "conversazione aziendale" non sui blog in generale, ma sui blog della nicchia rilevante. Tuttavia, questi diventano sempre più numerosi, sfumando e nascondendosi nei social network, e finendo per mettere in discussione la possibilità di effettuare azioni di PR ‘collettive’ e soprattutto la loro economicità.

Le mie considerazioni dopo il salto…

 

Feed Rinse

Aggregare e filtrare feed in modo trasparente e senza bisogno di nessun software?

FeedRinse, seguito di una veloce e gratuita registrazione permette di creare dei “Canali” composti da vari feed, filtrati per la presenza o meno di keyword.

Personalmente lo trovo molto utile per monitorare cosa succede interno ad uno specifico argomento senza dover “filtrare” a mano centinaia di articoli da decine di fonti.

Può anche essere utile per un monitoraggio della reputazione online.

Reputazione online

reputation2.pngLa difesa della reputazione online è uno dei temi caldi. Su punto-informatico di oggi è segnalato l’ennesimo caso di un blogger denunciato per diffamazione. Ovvero come risolvere il problema delle formiche in cucina con un bazooka. Poi non lamentatevi se c’è odore di bruciato. Nel frattempo qualcuno sente odore di business invece e lancia un servizio a prezzi, tutto sommato, economici. Trackur monitorizza la vostra preziosa reputazione (demo : http://blip.tv/file/667277 ) e i prezzi variano in base a quante ricerche desiderate salvare ( 1 – 5 – 15 ) e la prontezza con la quale deve avvertirvi che qualcuno sta parlando male di voi ( 12 – 6 – 1 ora ).
Trackur non offre, in realtà, nulla di più di quello che si può fare combinando più strumenti liberamente disponibili online.