Buzz

Non è proprio questione di privacy. Uno quello che sta facendo lo condivide anche, con una selezionata cerchia di persone. E non c’è niente di male, anzi ben venga se la tecnologia permette una iterazione piu veloce senza essere nello stesso posto.

Ma quello che non va è che i fatti tuoi vengano messi pubblici con il tuo nome. No questo non va bene. La critica a twitter è stata che “chiunque è tuo amico”, ma perlomeno usi uno pseudonimo. Come anche con i blog. Racconto i cavoli miei in questo formato da quasi 7 anni ormai, e mai mi è venuta la paranoia da privacy. Perchè scrivendo il mio vero nome su un motore di ricerca non compare questo sito. E scrivendo il nome di questo sito non compare il mio vero nome.
Si certo … usando il whois si trova tutto … ma continuo a bearmi del fatto che pochi sanno cos’è e ancor meno hanno voglia di usarlo.

Il problema di buzz è che questa mattina tutto è andato pubblico, col nome che si usa per le mail (quindi quasi sempre quello vero), magari collegato alle preferenze di reader, del tubo, di flickr, etc etc…

Per me, che perseguo questa sorta di divisione tra la weblife e la vita vera, è stato spingersi un pochetto oltre. Fortunatamente si può ripulire il proprio profilo (ovviamente pubblico) di google e rendere le Buzzate riservate ai contatti di posta elettronica. Per fortuna dico perchè lo strumento mi pare bello, e un suicido per eccessiva mancanza di privacy tutto sommato mi sarebbe spiaciuto.

P.S. : Chi si ricorda ancora di wave?

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