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Il picco di programmatori

Mentre mezzo sistema produttivo italiano è in affanno l’ IT cresce con numeri tali da far invidia un pò a tutti. Petrolieri inclusi. E quindi, nonostante che qualcuno si lamenti della qualità formativa offerta dalle attuali lauree, a mio avviso sbagliando, c’è una grossa richiesta di professionisti dell’ IT. Laureati, diplomati, specializzati, dottorati, attualmente c’è posto per tanti.

Scene classiche delle telefonate che ricevo sono

“le offriamo un posto a tempo indeterminato” (ma dai? che mi hai preso per un addetto al call-center?)

“si tratta di un lavoro presso $grande_azienda” (nomi grossi fanno curriculum ma non sempre equivalgono a lavoro interessante)

“posso richiamarla più avanti?” (e come potrei dire di no?)

“conosce qualcuno che potrebbe essere interessato?” (se io faccio il tuo lavoro… poi tu fai il mio?)

Poi, alla fine, molti non hanno ben chiaro il giusto rapporto tra retribuzione e professionalità richiesta, altri cercano solo neolaureati da plasmare al loro piacimento (in genere ci vuole un pò a capire come gira la cosa, e in quei mesi si viene pagati poco), altri pretendono che in 3 o 5 anni di studi accademici non solo si acquisiscano le basi teoriche ma anche si conoscano a menadito tutti gli ambienti, piu una infarinatura di marketing, linguistica, e project management, piu 2 o 3 linuge straniere.

In ogni caso… good game a tutti. GG insomma.

Si gira pagina…

Nel settembre dell’anno 2003 iniziai questo sito. Quasi per scherzo … raccontando alcune surreali vicende che mi capitavano nel mio nuovo lavoro. Non il primo ma sicuramente il piu importante fino ad ora. Inzivo ai tempi un avventura nella neonata “La Fabbrica” nata appunto dalle ceneri di un altra azienda. Passano gli anni, cambiano i nomi dell’azienda, cambia il lavoro, cambio io, l’unica cosa che rimane costante e’ la scrivania.

A un certo punto scatta un interruttore. Basta.

Si cambia. L’interruttore scatta a novembre dell’anno scorso. Mentre oggi e’ il secondo giorno nel nuovo posto.

P.S. : devo recuperare i primissimi post. C’e’ quasi un anno di buio assoluto nell’attuale sito

P.P.S. : Per chi sa’ “Mica cazzi, mica razzi, Turbomissili al massimo!”

Cosa fanno i blogger nella vita reale?

“Il 99% dei blog aggiornati è mantenuto da:
– studenti (per definizione fancazzisti)
– studenti fuori corso (palesemente fancazzisti)
– lavoratori autonomi (fancazzisti per scelta)
– impiegati di ufficio (fancazzisti in cravatta)
– impiegati statali (fancazzisti per eccellenza) S’è mai visto un blogger che lavora a Mirafiori?”

Via Greenwich Village

Un’ analisi brillante della blogosfera.

Gente inadatta al secolo in cui vive…

Contributo alle storielle da parte di Pidgeon :

 

Ieri appunto la mia capa mi ha chiesto di cercare un cd per l’installazione di una stampante vecchia, l’ho cercato e quando l’ho trovato ho visto che c’era il fogliettino con le istruzioni di installazione e il cd inserito nella bustina di carta … l’unico “problema” è che il foglietto, per non perderlo, era graffettato alla bustina (non graffetta clip, graffetta della graffettatrice) … e al cd, insomma c’era il cd con un buco di troppo!!

Ovviamente non sono riusciti ad installare la stampante 🙂

La mia capa a volte è davvero un genio!!!

Una carriera

Il mio lavoro è di genere diverso, si chiama carriera.

Una carriera è un tipo di lavoro che vuoi piu di ogni altra cosa e per il quale rinunci a tutto e quando ce l’hai ti rendi conto che non vale tanto e non hai piu una vita

BorderTown

Quelli che se ne vanno…

“Google non sarebbe mai nata se non avessero permesso a chi sviluppa di vedersi riconoscere il proprio valore e le proprie idee, ma soprattutto di non sentirsi colpevolizzato per i propri errori.
Chi è IT sa di valere, aspetta che gli si dia una possibilità di mostrarlo, ma non aspettate troppo a prendere questo treno, sono sempre i migliori che vanno via per primi.”

Via Punto-Informatico

Un tuo collega soffre di un disturbo dell'attenzione?

Questo post è un gioco, non ha alcuna valenza medica, ed è tratto da aidaiassociazione.com e liberamente reinterpretato per gli adulti in ambiente lavorativo. Lo scopo del gioco è dimostrare che chiunque ha qualche sintomo da disattenzione, specie se lavora in un ambiente stressante.

1) sei o più dei seguenti sintomi di disattenzione sono persistiti per almeno 6 mesi con un’intensità che provoca disadattamento e che contrasta col livello di produttività:

Disattenzione

  • spesso non riesce a prestare attenzione ai particolari
  • commette errori di distrazione sul lavoro o in altre attività
  • spesso ha difficoltà a mantenere l’attenzione sul suo lavoro vagando tra macchinetta del caffe, sigarette, telefono e cazzeggio in internet
  • spesso non sembra ascoltare quando gli si parla direttamente. l’impressione si dimostra sempre vera. non ascolta piu del 10-15% di quello che gli viene detto.
  • spesso non segue le istruzioni e non porta a termine il proprio lavoro
  • spesso ha difficoltà ad organizzarsi nelle attività
  • spesso evita, prova avversione, o è riluttante ad impegnarsi in compiti che richiedono sforzo mentale protratto (come attività che hanno una durata temporale superiore a 5 minuti)
  • spesso perde gli oggetti necessari per le attività (file, documenti, cancelleria varia)
  • spesso è facilmente distratto da estranei, con i quali inizia lunghi discorsi che non hanno nessuna attinenza col lavoro, o col proprio ruolo o col ruolo dell’estraneo
  • spesso è sbadato nelle attività quotidiane

2) sei, (o più), dei seguenti sintomi di iperattività-impulsività sono persistiti per almeno 6 mesi con un’intensità che causa disadattamento e contrasta con il livello di sviluppo:

Iperattività

  • spesso muove con irrequietezza mani o piedi o si dimena sulla sedia
  • spesso lascia il proprio posto a sedere con un telefono senza fili in mano
  • spesso scorrazza in tondo dovunque in modo eccessivo in situazioni in cui ciò è fuori luogo
  • spesso ha difficoltà a svolgere attività che implicano molta riflessione e poca attività pratica
  • è spesso “sotto pressione”, si auto genera uno stato di stress senza motivo
    spesso parla troppo.

Impulsività

  • spesso “spara” le risposte prima che le domande siano state completate, o senza avere sufficienti dati per poter dare una risposta motivata
  • spesso ha difficoltà ad attendere il proprio turno
  • spesso interrompe gli altri o è invadente nei loro confronti (ad esempio non riesce ad esimersi da esprimere commenti o giudizi su ambiti di lavoro su cui non è competente)

Scarsità di programmatori

“Nel mondo – ha affermato – molti paesi sviluppati non laureano tanti studenti IT quanto accadeva inpassato, il che è in qualche modo ironico perché.. aumenta le opportunità (per i paesi in via di sviluppo, ndr.)”.

Non posso che dare ragione a Bill Gate. Non si trova un programmatore serio manco a piangere…

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